Amari di Sicilia e Antiche Tradizioni di Famiglia

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Giusafrà lancia SpinaAmara, un mix di ficodindia arancia amara e cardo selvatico

Ci troviamo a Belpasso (CT) in uno dei paesaggi più belli al mondo: qui l’azienda si estende su otto ettari di terreni sulla collina a 700 metri sul livello del mare adagiati ai piedi dell’Etna.

Su uno sfondo naturalistico di eccezionale bellezza dominano frutteti, uliveti e vigneti, piante di cui negli anni si sono preservate e tramandate non solo le varietà autoctone, ma un patrimonio di biodiversità, fondamentale per mantenere gli equilibri naturali tra uomo e ambiente.

Ed è proprio dal connubio tra cultura, agricoltura e territorio che nasce “SpinAmara” l’ultimo arrivato della linea di trasformati Giusafrà, il digestivo naturale bio a base di ficodindia, arancia amara, cardo selvatico ed erbe aromatiche.

Un distillato di alta gamma che si ispira al “bastardone” che al di là del nome, firma il miglior ficodindia intensamente siciliano.

“L’idea nasce da un antico scritto in cui vengono descritti costumi e usanze dei monaci del convento di San Vito alle pendici del Mongibello – spiegano Sara e Francesca, le figlie di Turi -. Correva l’anno 1612 e nel convento grassi monaci, come ogni giorno a pranzo, godevano di piatti, manicaretti e intrugli vari”.

“Il massaio capo che soleva ingraziarsi i monaci per interesse, offriva loro a fine pasto un liquore a base di ficodindia, frutti di arancio amaro e miscelanza di foglie di cardo e erbe aromatiche per rendere leggero il riposo pomeridiano”.

“Piace ricordare che i benedettini, come scrive lo scrittore francese Alexandre Dumas, godevano la reputazione “de posseder le meilleur cuisinier de toute la Sicile”. Incuriosite dal potenziale sapore abbiamo ripreso l”antica ricetta e dopo varie prove è nato SpinaAmara”.

SpinaAmara è il nome dell’amaro dell’azienda Giusafrà, un prodotto che racchiude tutta l’intensità e la complessità dei prodotti siciliani con i profumi del ficodindia e le note agrumate; in particolare di arancia amara appena raccolta, ma anche note erbacee che ben si bilanciano con la parte alcolica dell’amaro.

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